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Dopo Lettera 43, Madron lancia EconomiaWeb.it

Paolo Madron ci ha preso gusto. Un anno dopo il lancio del quotidiano online Lettera 43, il 17 ottobre la casa editrice digitale News 3.0 (fondata da Madron assieme a Daniele Sesini ed altri soci) ha inaugurato un nuovo giornale online, EconomiaWeb.it. La nuova testata si propone di raccontare, “attraverso contenuti originali e di valore”, ciò che accade nel mondo economico finanziario in Italia e all’estero.

Paolo Madron, direttore di Lettera 43.

In questi 12 mesi Lettera 43 ha raggiunto cifre interessanti: 130mila accessi al giorno in media, 125mila utenti unici e oltre 750mila pagine viste (dato censuario Trackset, riferito alla media quotidiana dei mesi di maggio e giugno). Risultati ottenuti grazie a una notevole massa di notizie, commenti, analisi, approfondimenti, a cui si aggiungono le fotogallery e le due edizioni quotidiane del telegiornale.
Ora Madron vuole fare il bis con EconomiaWeb.it, che punta ad affermarsi come “il primo vero quotidiano economico online indipendente”. In evidenza sul sito non solo i grandi temi nazionali e internazionali, ma anche i protagonisti e le aziende presenti nel territorio, sempre con l’obiettivo di offrire “contenuti di qualità, un pubblico di profilo alto e medio alto”.
Nelle intenzioni di Madron, EconomiaWeb.it sarà il primo di una serie di quotidiani online tematici: dopo l’economia e la finanza, toccherà alla moda, al design e ai viaggi.

Lettera43 va bene ma taglia

Nel roseo bilancio sui primi cento giorni di Lettera43 tracciato dal direttore Paolo Madron nel suo editoriale del 20 gennaio, mancava un piccolo particolare: la notizia che il giornale ha deciso di dimezzare o quasi i giornalisti interni. Ne parla Claudio Plazzotta in un articolo su Italia Oggi del 29 gennaio, che fornisce qualche particolare in più sul “cambio di modello organizzativo” e sulle sue motivazioni.

Il periodo di rodaggio sarebbe servito a testare la macchina redazionale e le capacità di ognuno. Il risultato: su 20 giornalisti interni 12 sono stati confermati; gli altri otto diventano collaboratori esterni pagati a pezzo (50 euro lordi). Madron punterebbe a costituire una fitta rete di firme indipendenti che non gravino come costo fisso sulla società. Senza sacrificare il numero di pezzi prodotti ogni giorni che anzi dovrebbero salire da 70 a 100.

Perché gli ingegneri del web, dice Madron, chiedono sempre più contenuti, in particolare in aree che attirano traffico. Di qui l’idea dei nuovi canali tematici di tecnologia, motori, economia, salute e benessere, lifestyle e moda, che dovrebbero partire a breve.

Alla rincorsa dell’audience, anche Lettera43 sta per trasfromarsi insomma da giornale d’informazione in una sorta di portale generalista.

Lettera43 di Paolo Madron supera il rodaggio

In un editoriale pubblicato oggi sul sito, Paolo Madron fa il bilancio dei primi 100 giorni di Lettera43. Il quotidiano online – assicura il suo direttore e fondatore – ha superato brillantemente il primo periodo di rodaggio, sia dal punto di vista dell’audience (sono stati raggiunti 130mila visitatori unici e 600 mila pagine viste al giorno), sia per quanto riguarda i risultati economici.

Il sostegno degli investitori pubblicitari “è andato oltre ogni più rosea aspettativa”, afferma Madron, “consentendoci nei primi tre mesi di battere ampiamente il budget previsto per l’intero 2011”. Ora la palla passa alla Manzoni, la concessionaria di pubblicità del Gruppo Espresso, guidata da Fabio Vaccarono, che ha preso in carico il sito dal 10 gennaio.

Se tutto andrà come previsto, a Madron non mancheranno le risorse per sostenere i progetti di sviluppo. A cominciare dai sette canali tematici dedicati alle passioni (motori, viaggi, tecnologia, economia, food&wine, salute&benessere, moda), la cui partenza è prevista nelle prossime settimane. E a metà febbraio sarà lanciata l’applicazione per iPad del giornale.

Intanto a Lettera43 lavorano a un ritocco dell’impostazione grafica per dare una maggiore gerarchizzazione delle notizie nella home page, che oggi sembra in effetti un po’ confusa.

In vista c’è anche un accordo di fornitura e altre iniziative di partnership per sfruttare al meglio l’abbondanza dei contenuti prodotti dalla redazione: oltre 70 pezzi al giorno, con l’obiettivo di arrivare a 100.

La formula del daily magazine solo online, se sostenuto da adeguati finanziamenti e dal giusto apporto della pubblicità, sembra dunque che possa funzionare anche da noi, e non solo negli Stati Uniti con i loro stracitati esempi dell’Huffinghton Post e del Daily Beast.