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HuffPost e Aol: un anno di crescita e di dibattito civile

Esattamente un anno fa scoppiava la notizia dell’acquisizione dell’Huffington Post da parte di Aol. Arianna Huffington festeggia la ricorrenza tracciando il bilancio di questi dodici mesi di rapida crescita. “La fusione con Aol”, afferma il direttore del giornale online, “è stata come passare da un treno ad alta velocità a un jet supersonico”.

La conferma viene dai numeri che in effetti sono impressionanti: 36,2 milioni di visitatori unici al mese, il 47% in più rispetto a un anno fa; 6 milioni di commenti nell’ultimo mese, con un massimo di 253mila in un solo giorno, il 25 gennaio; 21,6 milioni di segnalazioni (referrals) sui social network (1,4 milioni in un solo giorno, il 4 gennaio, su Facebook); tre edizioni internazionali lanciate (Canada, Uk, Francia) e altre tre previste nei prossimi tre mesi (Quebec, Spagna e Italia); 170 redattori e reporter assunti; 9.844 nuovi blogger; più di mille articoli pubblicati al giorno; 61.688 post pubblicati lo scorso anno; quattro libri pubblicati; infine, l’HuffPost è risultato al primo posto nelle classifiche di ComScore in tre categorie: Politics, Green e Gay Voices.

“Ma più importanti ancora di questi numeri, per quanto impressionanti essi siano”, aggiunge Arianna, “sono i valori che fanno parte del nostro dna. A cominciare dall’impegno a mettere al centro la community dell’HuffPost per creare un ambiente civile in cui possano svolgersi migliaia di conversazioni in ogni momento. In effetti abbiamo investito un sacco di risorse (sia in termini di tecnologie che di team di moderatori) per pre-moderare i commenti in modo da creare un’atmosfera non tossica dove la gente possa far sentire la propria voce, esprimendo anche opinioni discordanti, con passione ma civilmente. Il risultato è che siamo stati riconosciuti come una delle più attive comunità del web, con più di 130 milioni di commenti dal nostro esordio”.

Un ambito civile di dibattito e di confronto: proprio quello che manca in molti siti web d’informazione italiani. Per non parlare di quegli insulsi talk show televisivi dove i contendenti si confrontano come se fossero gladiatori nell’arena.

P.S. Per chi non l’avesse notato, Arianna Huffington annuncia che l’edizione italiana dell’HuffPost (in partnership con il Gruppo Editoriale L’Espresso) debutterà entro tre mesi.

Arianna Huffington debutta a Parigi (poi tocca all’Italia)

Sarà Anne Sinclair il direttore editoriale dell’edizione francese dell’Huffington Post, che debutta su Internet lunedì 23 gennaio. Una inattesa rentrée (le voci delle scorse settimane non erano mai state confermate) per la moglie di Dominique Strauss-Kahn, l’ex direttore del fondo monetario internazionale e candidato socialista alla presidenza della repubblica francese, travolto lo scorso maggio dalla denuncia di stupro e aggressione ai danni di una cameriera dell’hotel Sofitel di Manhattan.

Anne Sinclair con il marito, Dominique Strauss-Kahn

L’HuffPo francese nasce grazie a una partnership tra l’Huffington Post Media Group di Arianna Huffington – che dal febbraio 2011 fa parte del gruppo Aol – e la casa editrice di Le Monde. Direttore del nuovo giornale online è David Kessler, 52 anni, già direttore (dallo scorso maggio) della rivista culturale lesinRocks (Les Inrockuptibles), oltre che direttore generale del Consiglio superiore del settore audiovisivo e del Centro nazionale di cinematografia e aver diretto la stazione televisiva France Culture. Un uomo di cultura, quindi, politicamente impegnato a sinistra: tra l’altro è anche consigliere per l’educazione e la cultura del sindaco di Parigi Bertrand Delanoë (Psa).

Politicamente impegnato anche il caporedattore dell’HuffPo francese, il trentenne Paul Ackermann. Già giornalista della rivista svizzera L’Hebdo, dove si occupava di problemi sociali, Ackermann è stato tra gli autori del BondyBlog, dedicato alle violenze urbane del 2005 nelle banlieu parigine; dal 2007 ha lavorato per il sito d’informazione 20minutes.fr come responsabile del giornalismo partecipativo, il cosiddetto citizen journalism.

In contemporanea con l’edizione francese l’Huffington Post debutta anche nel Quebec. Poi sarà la volta dell’Italia.