Category Archives: Arte

Qual è più bella: Microsoft o Vodafone?

Due grandi gruppi del mondo dell’informatica e delle telecomunicazioni, Microsoft e Vodafone, hanno deciso quasi in contemporanea di costruirsi due nuove grandi e belle sedi a Milano.

Microsoft ha scelto la zona dell’Idroscalo, a sud-est della città, nel comune di Peschiera Borromeo. Qui, in pieno Parco Agricolo Sud, in mezzo a campi di grano e prati irrigui, è sorto il nuovo complesso che ospita la sede italiana della società. Vodafone, invece, ha preferito restare nei pressi di Corsico, raccogliendo in un unico grande complesso, il Vodafone Village, in fondo a Viale Lorenteggio, gli uffici finora sparsi in 15 edifici della zona.

I due progetti sono molto diversi, sia nella filosofia progettuale sia nell’esecuzione e ovviamente anche nel risultato finale.

L'Innovation Campus di Microsoft

L’Innovation Campus di Microsoft, realizzato dal gruppo Vitali, è stato progettato da due architetti spagnoli, Ricardo Flores ed Eva Prats, di Barcellona. È un complesso di edifici bassi e leggeri, molto luminosi, con grandi vetrate che valorizzano il paesaggio circostante. All’interno l’acciaio e il vetro della struttura sono ravvivati da elementi di arredo colorati che scandiscono gli spazi, molto articolati e flessibili, con uffici aperti, sale riunioni di varie forme e dimensioni e tante tecnologie per facilitare il lavoro sia dei dipendenti sia degli ospiti (il centro è pensato infatti come una sorta di scuola per la formazione e l’aggiornamento permanente dei partner della società).

Il Vodafone Village

Anche il Vodafone Village è caratterizzato da un uso intenso delle tecnologie e dalla cura per gli aspetti ambientali, tratti questi in comune con il Campus di Microsoft. L’aspetto esterno, l’uso degli spazi è la scansione dei volumi sono però molto diversi. Il Village è composto da quattro alti palazzi che, visti dall’alto, compongono una figura molto simile al logo della società. Il progetto è stato firmato dagli architetti Roland Gantes e Roberto Morisi, a cui si deve anche il Gemini Center, situato a poche centinaia di metri. Al progetto ha collaborato anche l’architetto Dante Benini. I lavori, affidati al gruppo Carminati, sono quasi ultimati: l’inaugurazione è prevista per il prossimo aprile.

Il dono di Hans Fazzari e Domenico Nordio

Serata memorabile il 5 dicembre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Protagonisti il violinista Domenico Nordio e il pianista Hans Fazzari. In programma c’erano la Partita n. 2 in re minore di Bach, la Sonata n. 2 di Eugéne Ysaÿe, la ‘Paganiniana’ di Nathan Milstein e poi alcuni brani di Schubert, Chopin e Kreisler. Un’ora e mezza di bella musica, insomma, suonata da due musicisti molto amati dal pubblico delle Serate musicali milanesi.

Fazzari, che delle Serate musicali è il fondatore e presidente, ha voluto fare un grande regalo al suo pubblico, assecondato da Nordio. Finiti i brani previsti, ha cominciato a estrarre uno spartito dopo l’altro da una cartella gonfia di fogli, improvvisando al piano, accompagnato dal violino, un’emozionante carrellata nella storia della musica degli ultimi tre secoli. Un’interminabile, sorprendente dono che veniva dal cuore, un’ammaliante profluvio di note che ha avvinto il pubblico per oltre tre ore.

Ogni tanto, quasi per spezzare la tensione, Fazzari ha interrotto il fluire delle note raccontando alcuni aneddoti sul suo percorso nel mondo della musica. A cominciare da un commosso ricordo di Shura Cherkassky – “Il più grande poeta che io abbia mai conosciuto” –, alla cui memoria Fazzari ha dedicato la Valse triste di Chopin. Citando il suo maestro Carlo Zecchi – “Sono un allievo di un allievo di Artur Schnabel e di Ferruccio Busoni” – ha ricordato una sua frase, rivolta a lui: “Mi piace molto la sua mano, il suo cervello non tanto”.

Fazzari ha ricordato anche quando, giovanissimo, incontrò per la prima volta il mitico Vladimir Horowitz, in occasione della presentazione di un suo concerto alla Scala: “Io, sconosciuto, osai fargli una domanda, che lui non capì: ‘Ma cosa vuole questo?”, chiese rivolto alla inseparabile Wanda (Toscanini). Negli anni successivi Fazzari ebbe modo di incontrare il pianista ucraino in altre occasioni, ad esempio quando era consigliere della Scala, e Badini, “da grande diplomatico qual era”, convinse Horowitz a tornare a suonare nel teatro milanese. A proposito della Scala, Fazzari ha ricordato anche episodi meno felici, come la rottura tra il soprintendente Paolo Grassi e Artur Rubinstein, e il tentativo che Grassi fece, “una volta mandato dal suo partito a presiedere la Rai”, di bandire il grande pianista dai programmi della tivù pubblica.

Al di là di questi pur godibili aneddoti, il vero dono è stata la musica che ha avvinto tutti per un tempo interminabile e che pure non si voleva che finisse. L’ultimo dono: un’interpretazione quasi jazzistica di White Christmas.

Infine Fazzari si è alzato di scatto, ha salutato un’ultima volta il pubblico e, accompagnato da un commosso e provato Nordio, ha lasciato il palcoscenico salutato dagli ultimi applausi.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

L’orribile Cattelan in edicola con il Corriere

Questa sera, in occasione dell’inaugurazione della retrospettiva Maurizio Cattelan: All al Guggenheim Museum di New York, viene presentato Abitare Being Cattelan, un numero fuori collana di Abitare, interamente dedicato all’artista italiano.

Il Corriere della Sera distribuisce il mensile allegato all’edizione di domani. Così anche gli italiani (almeno quelli che acquisteranno il quotidiano) potranno inorridire di fronte alla copertina che riproduce l’ultima provocazione “artistica” di Cattelan. Niente bambini impiccatiti, papi uccisi da meteoriti o scoiattoli suicidi: questa volta la vittima è un piccolo canarino con le ali mutilate da un grosso paio di forbici.

Il numero speciale di Abitare ricostruisce “l’articolato processo che porta alla costruzione dell’immagine come esito finale”. Come si spiega nella presentazione, la “soluzione finale” del canarino sarebbe l’espressione di “una mediazione culturale che coinvolge l’artista come intellettuale, interprete di una committenza, ma soprattutto artefice e regista di una visione del mondo che diventa realtà costruita”.

Curato da Paola Nicolin, con le foto di Pierpaolo Ferrari, Abitare Being Cattelan presenta il “Cattelan pensiero” da una prospettiva ravvicinata, per mettere in luce gli ingranaggi della sua macchina produttiva, studiare dall’interno la struttura e i ritmi di un cervello che non si ferma mai.

E se non lo capite peggio per voi.

Pubblicità che avrei voluto vedere

“The show mustn’t go on”, per la Lav, Lega Anti Vivisezione.

Agenzia di pubblicità: cOOkies adv (alias Biscottini), Milano

Direttori creativi: Francesca Mudanò, Alba Ronchi
Art director: Alina Piccolotti, Andrea Di Castri
Copywriter: Massimo Guastini
Post-produzone: Illusion

“Mix Your Music”, per Terra (gruppo Telefonica)

Agenzia di pubblicità: DDB Brazil

Direttori creativi: Sergio Valente, Guilherme Jahara, Marcelo Reis, Cassiano Saldanha
Creativi: Denis Scorsato, Renato Ramalho
Fotografo: Ricardo Barcellos

“Prime, Mad Men: 9 o’clock”, per Prime Tv

Agenzia di pubblicità: Draftfcb, Nuova Zelanda

Direttori creativi esecutivi: James Mok, James Mok
Direttori creativi: Chris Schofield, Billy Mcqueen
Art Director: Wiki Tafau
Copywriter: Frances Cooke

Costruttori di sogni

Una fotogravure della serie ‘Architect’s Brother’ di Robert & Shana ParkeHarrison, una coppia di fotografi americani che interpretano la realtà nella sua dimensione onirica e utopica.

La tecnica della fotoincisione, sviluppata all’inizio del Novecento, consente di riprodurre la foto su carta senza l’uso dei retini che scompongono l’immagine in singoli punti, ma con gradazioni continue di grigi ottenute grazie a un procedimento chimico: la corrosione di una lastra di rame ricoperta di gelatina sensibile alla luce, su cui viene trasferita l’immagine. Uno dei maestri di questa tecnica, spiegata in dettaglio nel sito Photogravure.com, è stato Alfred Stieglitz.

Stampate su carta in edizioni da 40 copie (il formato va da 21 x 19″ a 27 x 24″), le fotogravure dei ParkeHarrison sono in vendita alla Catherine Edelman Gallery di Chicago, a prezzi che variano da 3.600 a 15.000 dollari, a seconda della disponibilità.

Cuori allo specchio

Stati d’animo, emozioni, atmosfere generatrici di nuovi impulsi e sensazioni. Sono i temi dei disegni con cui Marco Cazzato, illustra ogni domenica, da più tre anni, la rubrica Cuori allo specchio di Massimo Gramellini, sul quotidiano torinese La Stampa.

I disegni di Cazzato sono stati raccolti in un libro, Mood, pubblicato in questi giorni dall’editore alternativo genovese GRRRzetic. Un’esplorazione, un viaggio surreale in territori conosciuti, ma sbilanciati in una sospensione spazio temporale dove l’asse della realtà viene traslata e l’immaginario prende il sopravvento.

Lo sguardo il desiderio

Lo sguardo in primo piano rivolto verso l’alto, fra le mani un oggetto, un feticcio, a raffigurare il sogno. È il tema di ‘I Whish’, mostra di foto di Federico Fanti, presentata nei giorni scorsi nello spazio Post Meridiem di McCann Erickson, a Milano.
Fanti è senior art director dell’agenzia di pubblicità; ha insegnato art direction allo Ied di Milano e in un master della Cattolica. Al suo attivo ha due personali di fotografia a Milano e a Bologna.