Daily Archives: 12/01/2014

Dietro al nuovo quotidiano Pagina99 ci sono due finanzieri e un editore appassionato di Kerouac

Un nuovo quotidiano sta per nascere, non solo online ma – udite, udite – anche di carta. Si chiama Pagina99 e vedrà la luce nei prossimi giorni, prima sul web poi in edicola.

Qualche assaggio si può trovare sul blog Aspettando Pagina99, aperto all’inizio dell’anno come anticipazione del futuro giornale. Un’usanza che ha ormai preso piede, come dimostrano i precedenti del Fatto, di Wired.it e Linkiesta. Il blog anticipa in una sorta di manifesto la filosofia e le caratteristiche della nuova testata: “un laboratorio di giornalismo che vuole innovare linguaggi, modi e pratiche, destinato a chi vuole cambiare le cose a partire dall’informazione”.

Il sito web fornirà gli aggiornamenti e gli approfondimenti in un nastro continuo; il quotidiano cartaceo uscirà dal martedì al venerdì con una foliazione agile di 16 pagine, mentre il sabato uscirà un’edizione weekend di 56-64 pagine; infine ci sarà un’edizione per tablet e smartphone.

Una foto simbolo della nuova avventura editoriale di Pagina99

Una foto simbolo della nuova avventura editoriale di Pagina99

La nuova testata sarà diretta da Emanuele Bevilacqua, Roberta Carlini e Jacopo Barigazzi. La casa editrice è la Finam Media, società fondata da Bevilacqua, assieme con Mario Cuccia e Guido Paolo Gamucci. Ma vediamo qualche particolare in più sui sei protagonisti di questa nuova avventura editoriale.

Bevilacqua, socio di minoranza della Finam Media, è stato amministratore delegato del Manifesto e poi del settimanale Internazionale, incarico che ha lasciato nel 2013. 60 anni, salernitano, un diploma in giornalismo all’università di Urbino nel 1977 e un master in business management alla California University nel 1986, ha lavorato come manager al Gruppo Espresso e alla Giunti, contribuendo alla progettazione di diversi periodici, tra cui Darwin, Limes, Il Giudizio Universale, Colors, Micromega. Insegna marketing dei media all’università di Lugano ed è autore di diversi libri, di cui tre su Kerouach e la beat generation, la sua grande passione: Beat & Be Bop, Album Beat e Estate di Yul.

Roberta Carlini, giornalista economica, è stata condirettore del Manifesto dal 1998 al 2003; dal 2004 collabora con l’Espresso e con diverse altre riviste. Ha partecipato alla nascita di due web magazine, Sbilanciamoci.info e inGenere.it, e ha scritto alcuni libri, l’ultimo pubblicato nel 2012 da Laterza, L’economia del noi, dedicato all’economia solidale.

Jacopo Barigazzi, anche lui giornalista economico, ha lavorato alla Reuters e all’Adnkronos e collaborato con il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Newsweek, ma soprattutto è stato tra i fondatori (e caporedattore) di Linkiesta. Ha collaborato anche con VeDrò, il pensatoio trasversale promosso da Enrico Letta.

Mario Cuccia non è parente dell’Enrico fondatore di Mediobanca, ma proviene anche lui dal modo bancario e finanziario: è stato ai vertici di RasBank (gruppo Allianz) e di Banca Fideuram e ha lavorato nella multinazionale della consulenza McKinsey. In Finam Media investe a titolo personale.

Guido Paolo Gamucci è stato partner del fondo internazionale di private equity Permira e ha investito in startup tecnologiche, come Klikkapromo.it, motore di ricerca specializzato nelle promozioni dei supermercati.

Nel suo blog-anticipazione, Pagina99 fa alcune promesse impegnative: “concentrerà le sue inchieste sulle rendite, le lobby, le diseguaglianze e tutti quei fattori che frenano sviluppo, creatività e redistribuzione e più in generale cristallizzano una società sempre meno democratica e sempre meno giusta; lancerà una gara di idee su quel che si può fare per rompere l’immobilismo italiano a tutti i livelli; aprirà le sue pagine al mondo con curiosità e profondità”. Tutto ciò, puntando “sull’affidabilità dei numeri, con processi di verifica incrociata delle notizie e un forte coinvolgimento dei lettori”.

In redazione ci sono molti giovani, di cui tre arrivati da Linkiesta assieme a Barigazzi: Nicolò Cavalli (economia), Lorenzo Dilena (economia) e Giuseppe Alberto Falci (politica). Dall’Espresso arriva Domenico Lusi, dal Fatto Quotidiano Marco Filoni (cultura), dal Manifesto Marina Forti e Francesco Paternò, da Europa Cristiana Raffa; ci sono poi Giorgio Casadio (ex Repubblica), Enrico Pedemonte (ex Espresso), Astrit Dakli (già corrispondente da Mosca del Manifesto) e il caporedattore Martino Mazzonis (che ha collaborato come freelance per diversi quotidiani italiani dagli Usa). Tra le firme da segnalare anche Alessandro Robecchi, già direttore dei programmi di radio Popolare (dove curava la storica rubrica satirica ‘Piovono pietre’), che collabora anche con il Fatto.

Il nome del nuovo giornale è ispirato a una frase di Kerouac, che si trova a pagina 99 di ‘Sulla strada’ (‘On the Road’ in inglese): “e fu allora che cominciò la mia avventura”. Valutare un libro dalla sua novantanovesima pagina è un vecchio gioco di società, inventato secondo Wikipedia dallo scrittore inglese Ford Madox Ford.