Piccole web tv crescono

Le micro web tv stanno diventando più mature e professionali e cominciano a fare business. La tendenza emerge dal settimo rapporto Netizen, realizzato dall’osservatorio Altratv.tv, fondato nel 2004 a Bologna da Giampaolo Colletti, su ispirazione di Carlo Freccero.

Rispetto alle origini, questa forma di citizen journalism (molte web tv sono opera di cittadini che si improvvisano videomaker per documentare la realtà locale), sta perdendo i primitivi connotati di spontaneità e dilettantismo, per assumere un carattere imprenditoriale.

Giampaolo Colletti (a sinistra) con Danilo Lupo di Telerama e Luca Rosini di Annozero; la foto (di Laura Murino) è tratta dal sito ilariaalpi.it.

Sono realtà sempre più strutturate, con apparecchiature tecniche professionali (ne sono dotate il 69% delle micro web tv), siti aggiornati quotidianamente (53%) e accessi in crescita, in un ecosistema sempre più digitale. In particolare aumentano le web tv con accessi compresi tra i 7mila e i 10mila contatti unici mensili (30% del totale) e con oltre 10mila contatti (28%).

Molte web tv sono strettamente integrate con i social network e le piattaforme di videosharing (business nel 72% dei casi il partner è YouTube) e sono presenti anche sugli apparecchi mobili: le applicazioni per smartphone e tablet sono adottate dal 40% dei canali.

Il rapporto 2011 di AltraTv ha censito in totale 590 emittenti web, l’11% in più rispetto all’anno scorso. La densità maggiore si ha nel Lazio (102 emittenti online), seguita dalla Lombardia (85), Puglia (63) ed Emilia-Romagna (53). Tra i contenuti spiccano le interviste (25% delle emittenti), mentre i telegiornali sono in calo (10%). Ci si occupa di cultura (57%), sport (36%), turismo (34%), politica (31%) e cronaca (26%). E c’è anche chi inizia a sperimentare le serie web (8%).