Daily Archives: 22/12/2011

Qual è più bella: Microsoft o Vodafone?

Due grandi gruppi del mondo dell’informatica e delle telecomunicazioni, Microsoft e Vodafone, hanno deciso quasi in contemporanea di costruirsi due nuove grandi e belle sedi a Milano.

Microsoft ha scelto la zona dell’Idroscalo, a sud-est della città, nel comune di Peschiera Borromeo. Qui, in pieno Parco Agricolo Sud, in mezzo a campi di grano e prati irrigui, è sorto il nuovo complesso che ospita la sede italiana della società. Vodafone, invece, ha preferito restare nei pressi di Corsico, raccogliendo in un unico grande complesso, il Vodafone Village, in fondo a Viale Lorenteggio, gli uffici finora sparsi in 15 edifici della zona.

I due progetti sono molto diversi, sia nella filosofia progettuale sia nell’esecuzione e ovviamente anche nel risultato finale.

L'Innovation Campus di Microsoft

L’Innovation Campus di Microsoft, realizzato dal gruppo Vitali, è stato progettato da due architetti spagnoli, Ricardo Flores ed Eva Prats, di Barcellona. È un complesso di edifici bassi e leggeri, molto luminosi, con grandi vetrate che valorizzano il paesaggio circostante. All’interno l’acciaio e il vetro della struttura sono ravvivati da elementi di arredo colorati che scandiscono gli spazi, molto articolati e flessibili, con uffici aperti, sale riunioni di varie forme e dimensioni e tante tecnologie per facilitare il lavoro sia dei dipendenti sia degli ospiti (il centro è pensato infatti come una sorta di scuola per la formazione e l’aggiornamento permanente dei partner della società).

Il Vodafone Village

Anche il Vodafone Village è caratterizzato da un uso intenso delle tecnologie e dalla cura per gli aspetti ambientali, tratti questi in comune con il Campus di Microsoft. L’aspetto esterno, l’uso degli spazi è la scansione dei volumi sono però molto diversi. Il Village è composto da quattro alti palazzi che, visti dall’alto, compongono una figura molto simile al logo della società. Il progetto è stato firmato dagli architetti Roland Gantes e Roberto Morisi, a cui si deve anche il Gemini Center, situato a poche centinaia di metri. Al progetto ha collaborato anche l’architetto Dante Benini. I lavori, affidati al gruppo Carminati, sono quasi ultimati: l’inaugurazione è prevista per il prossimo aprile.

Colors è proprio una rivista di m.

Se c’è una rivista che si non si fa influenzare dallo spirito natalizio – i buoni sentimenti, l’estetica artificiale delle luminarie e degli zampognari – è Colors, il mensile sui mille colori del mondo globalizzato, pubblicato a Treviso da Fabrica, il centro ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton. L’ultimo numero del 2011 è dedicato a un tema che più lontano dallo spirito natalizio non si può: la merda, per gli inglesi shit.

Ideato nel 1991 da Oliviero Toscani e dall’art director Tibor Kalman, Colors ha mantenuto in questi anni lo spirito irriverente, anticonformista e provocatorio del grande fotografo.

Il numero 82 della rivista affronta il tema degli escrementi con l’occhio un po’ naif e l’atteggiamento concreto e positivo che ha sempre contraddistinto Colors. Si parla degli aspetti sanitari, delle norme igieniche e degli altri accorgimenti per evitare la contaminazione di cibi e bevande, degli usi e costumi nei vari Paesi, dai gabinetti improvvisati dei villaggi africani alle supertecnologiche toilette giapponesi. Il tutto illustrato con “belle” foto e disegni.

“Cool. I want to read this shit!” è il commento di un utente del sito. Leggetelo: non ve ne pentirete.

Italic e le religioni dei nuovi italiani

Le tante forme di religiosità in Italia: è il tema – in linea con lo spirito natalizio – scelto da Italic per il numero di dicembre. In un paese multietnico come è ormai il nostro, i vecchi culti si trasformarmano e fioriscono nuove forme di religiosità. La rivista diretta da Luca Ballarini e Vittorio Pasteris è andata a scovare quelle più insolite e originali: dagli immigrati Tamil che a Palermo hanno abbracciato il culto di Santa Rosalia (e ora la messa parla anche la loro lingua), ai 50mila cittadini italiani di religione musulmana, che vivono la fede islamica fra incomprensioni e volontà di integrazione.

Italic fa anche qualche interessante puntata all’estero: in Brasile, dove la Chiesa di Dio promette di scacciare il demonio a pagamento, e in Africa dove molte persone lasciano il cattolicesimo per rivolgersi a chiese evangeliche e pentecostali.

Tra gi altri temi dell’ottavo numero di Italic: Tel Aviv, la città israeliana patrimonio dell’Unesco (molti degli architetti impegnati a restaurarla sono italiani o hanno studiato da noi); lo stile africano che sta conquistando l’alta moda (con magazine di qualità, firme emergenti e bravi fotografi); e la storia di Giulia Salvadori, una line producer che scova e vende set cinematografici per i film di Bollywood ambientati in Italia.