Daily Archives: 16/11/2011

50 anni di Columbia Journalism Review

La Columbia Journalism Review, una delle più accreditate voci mondiali del giornalismo critico, festeggia i suoi primi 50 anni con un numero speciale dedicato alle trasformazioni che la professione giornalistica ha vissuto dal 1961 a oggi.

Il sito della rivista, familiarmente chiamato CJR, pubblica i principali articoli, a cominciare dall’editoriale del primo numero in cui gli Editors spiegano perchè la Columbia University’s Graduate School of Journalism – già all’epoca uno dei templi mondiali di quella relagione laica chiamata giornalismo, officiata nel grande palazzo vittoriano sulla 116esima strada di New York – decide di fondare un suo organo di informazione e di seguire passo a passo i cambiamenti del mondo dei media.

Con la capacità di sintesi e la concretezza tipica delle scuole americane, il sito riassume la storia di questi 50 anni in una serie di numeri. Ecco quelli più significativi:

Negozi di macchine per scrivere e servizi di assistenza a Manhattan:
341 (1961)
320 (1986)
25 (2011)

Negozi di computer e servizi di assistenza a Manhattan:
0 (1961)
74 (1986)
300 (2011)

Quotidiani su carta pubblicati negli Stati Uniti:
1.761 (1961)
1.676 (1985)
1.387 (2009)

Numero di computer connessi a Internet negli Stati Uniti:
2 (1969)
3.500 (1986)
660.000.000 (2011)

Costo di un megabyte di memoria in dollari:
38.600.000 (1960)
378 (1986)
0.014 (2011)

Virgilio ti accompagna tra i simboli di New York

I grattacieli di Manhattan, il ponte di Brooklyin, i taxi gialli e le limousine nere che sfrecciano per le strade, Wall Street e Central Park, la luminosa hall della Grand Central Station e le bandiere a stelle e striscie sulle facciate dei palazzi. A questi simboli di New York è dedicata la mostra fotografica di Federico Favretto, ospitata da alcuni giorni nel Bar Virgilio di Milano, un punto di ritrovo nell’omonima piazzetta, a metà strada tra la stazione Cadorna e Santa Maria delle Grazie.

Favretto (un esperto di finanza con la passione per la fotografia) descrive in una ventina di scatti i simboli di una città che ha accompagnano l’immaginario collettivo di intere generazioni.

Il ponte neo gotico di Brooklyn, completato nel 1883 e originariamente disegnato da John Augustus Roebling è uno dei più antichi ponti sospesi del mondo; collega la lussuosa isola di Manhattan al rinnovato quartiere di Dumbo (Down Under the Manhattan Bridge Overpass) in Brooklyn ricco di caffè, di gallerie d’arte e sede di studi fotografici e di posa.

Il Crysler Building, in stile art decò, progettato dall’architetto William Van Alen per Walter P. Chrysler, venne realizzato tra il 1928 e il 1930 e per undici mesi fu il più alto grattecielo al mondo, fino a quando non fu superato in altezza dall’Empire State Building.

Tra la Broadway e la 7th Avenue, tra West 42nd e West 47th Street, si apre l’antica Longacre Square che nel 1904 cambia il suo nome in Time Square, dopo che il quotidiano The New York Times stabilì il suo quartier generale nell’iconico crocevia, chiamato anche “The Crossroads of the World” o “The Great White Way”.

Wall Street, in lower Manhattan, il distretto finanziario sede del New York Stock Exchange, è il cuore pulsante della finanza Usa e il più grande mercato mobiliare del mondo.

Central Park, il parco pubblico al centro di Manhattan, è stato realizzato nel 1857; si estende dalla 59th Street fino alla 110th Street, con i suoi 843 acri (341 ettari), ed è considerato un “national historic landmark” sin dal 1963; il suo valore è stimato in 528 miliardi di dollari.

La metropolitana (New York City Subway) inaugurata nel 1904, si estende oggi per oltre 350 chilometri, con 26 linee e più di 450 stazioni; trasporta in media 5 milioni di passeggeri al giorno, oltre 1 miliardo e mezzo all’anno.

New York è anche la città degli “yellow cabs”, gli oltre 13mila caratteristici taxi gialli anch’essi oramai un’icona riconosciuta globalmente.

La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio.