Daily Archives: 28/08/2011

Quanto costa la legge sul prezzo dei libri

Addio forti sconti sul prezzo dei libri. Dal 1° settembre entra in vigore la legge (primo firmatario Ricardo Franco Levi del Pd, quello che voleva costringere i blog ad avere un direttore responsabile) che limita al 15% sul prezzo di copertina lo sconto massimo e inoltre riduce le operazioni promozionali: le potranno fare solo gli editori, non più i librai e solo in certi periodi dell’anno.

Ricardo Franco Levi

Il Fatto di venerdì scorso ha ospitato un lungo articolo di Stefano Mauri, capo del gruppo editoriale Gems, che ha fatto una difesa d’ufficio della nuova normativa.
È un legge buona e giusta, dice Mauri; i libri non possono valere poco (sic!) e quindi non vanno scontati più del 15%.
Secondo Mauri la legge fa bene a tutti: agli editori (in particolare quelli piccoli) e anche ai librai (in particolare quelli indipendenti).
Giudizi opinabili, ovviamente, tutti da verificare.
Una cosa però è certa: la legge non farà certo bene ai consumatori/lettori, che non potranno più approfittare di promozioni come questa di Amazon:

Libri – Oltre 235.000 titoli ad almeno 40% di sconto nel mese di agosto: ultimi giorni

In realtà la legge non danneggerà solo i consumatori ma anche le biblioteche pubbliche e quindi la diffusione della cultura. Lo denuncia l’Aib, Associazione italiana biblioteche, in una lettera-appello inviata giorni fa al presidente Napolitano.

Ecco alcuni stralci della lettera:

Il provvedimento dispone che la vendita di libri in favore di biblioteche, archivi, musei pubblici, istituzioni scolastiche e università possa essere effettuata con sconti fino a un massimo del 20% sul prezzo di vendita fissato dall’editore. Questa previsione, che nelle intenzioni del legislatore deroga in senso positivo al tetto di sconto massimo fissato dalla norma (15%), in realtà produrrà l’effetto opposto, compromettendo la possibilità di documentare adeguatamente nelle collezioni bibliotecarie la produzione editoriale corrente.

Le biblioteche, infatti, hanno goduto sino a questo momento di percentuali di sconto più elevate grazie alle politiche di vendita effettuate a loro favore direttamente dagli editori o dagli intermediari specializzati che competono sul mercato degli appalti pubblici di fornitura.

Questa situazione, determinata da dinamiche di libera competizione commerciale, ha compensato, almeno parzialmente, la significativa riduzione di risorse economiche a seguito degli interventi di contenimento della spesa pubblica emanati dal Governo; interventi che negli ultimi 5 anni hanno quasi dimezzato del peso delle biblioteche come acquirenti sul mercato editoriale, passato dal 5% del fatturato complessivo nel 2005 a circa il 3% nel 2010.

Da settembre, con l’entrata in vigore della legge Levi, sarà come se sulle biblioteche d’Italia si abbattesse un’altra manovra finanziaria, che penalizzerà la possibilità di offrire servizi di accesso all’informazione e alla conoscenza di livello adeguato alle esigenze dei cittadini e toglierà strumenti di lavoro alla ricerca scientifica.

“Se le biblioteche sono un bene comune – conclude la lettera dell’Aib – come è possibile che una legge dello Stato non ne tenga conto?”

Già, com’è possibile, on. Levi?!?