Monthly Archives: March 2011

Strilloni a Parma per il nuovo quotidiano La Sera

Dal 28 febbraio Parma ha un nuovo quotidiano, La Sera, distribuito in edicola e da un gruppo di strilloni che battono la città ogni giorno a partire dalle 17. Torna così la formula del quotidiano del pomeriggio, molto in voga qualche decennio fa. A Milano c’era la Notte e il Corriere d’infarmazione, a Roma Paese Sera, a Torino Stampa Sera. Oggi restano solo pochi esempi (vedi Bari Sera e Taranto Sera).

L’iniziativa del nuovo giornale – come anticipavamo qualche settimana fa – è partita da un gruppo di giornalisti fuoriusciti da Polis Quotidiano, guidati da Massimo Cappuccini, che hanno costituito la società Wilson, sostenuti da forze locali.

La Sera di Parma è composto da 20 pagine e tratta di cronaca politica, nera e giudiziaria, provincia, economia, sport e spettacoli. Non vuole essere un giornale di parte, ma approfondire la realtà locale con uno sguardo anche ai problemi generali, come dimostra l’intervista a Pietro Ichino sul mercato del lavoro, pubblicata l’11 marzo.

Cappuccini, che è il direttore responsabile del nuovo quotidiano, è stato tra i fondatori di Edicta Edizioni, società che pubblica il periodico di attualità Il Mese ed altre riviste locali sullo sport, la gastronomia, gli spettacoli, oltre ad occuparsi di grafica, Internet e comunicazione.

La redazione di La Sera è composta da cinque professionisti e due praticanti: Armando Orlando, Ilaria Ferrari, Erika Ferrari, Enrico Veronese, Lorenzo Pietralunga e Francesco Magnani. Orlando, Pietralunga e Magnani provengono da Polis; Veronese è critico musicale e artist developer; scrive anche per la rivista Blow Up e cura il sito Italian Embassy.

La Sera è presente sul web con il sito laSeradiParma.it (consultabile anche su smartphone e tablet pc) e con pagine sui principali social network. E deve fare i conti con un’agguerrita concorrenza: oltre a due quotidiani locali su carta, a Parma ci sono infatti ben sette siti di informazione locale, tra cui Repubblica Parma.

Nella foto un frame del video per il lancio del quotidiano, tratto dal canale della Sera su YouTube.

Cado in piedi, e scrivo molto

Chiarelettere ha presentato l’8 marzo a Milano Cado in piedi, sito di approfondimento a cura di scrittori e giornalisti, in prevalenza autori della casa editrice del gruppo Gems, ma non solo.

Il sito in realtà non è una novità. Online già da alcuni mesi Cado in piedi è infatti l’erede di Voglio scendere, blog lanciato nel 2007 da Peter Gomez, Marco Travaglio e Pino Corrias.

Scorrendo l’elenco dei 57 autori degli articoli di Cado in piedi, si scopre che il più prolifico è proprio Corrias, presente con 150 articoli, tutti ripresi dal precedente blog.

Il secondo in classifica, con 18 articoli, è Oliviero Beha, editorialista del Fatto Quotidiano, che per Chiarelettere ha da poco pubblicato il libro ‘Dopo di lui il diluvio’.

Terzo è Daniele Biacchessi (15 articoli), autore di numerosi libri d’inchiesta, tra cui ‘Il delitto D’Antona’, ‘L’ultima bicicletta. Il delitto Biagi’, Il Paese della vergogna”‘ e ‘Passione reporter’.

Seguono, con otto articoli ciascuno, Carlotta Zavattiero (autrice nel 2010 del libro ‘Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo’), Samanta Di Persio (di cui è appena uscito ‘La pena di morte italiana”‘) e Gianroberto Casaleggio (presidente della Casaleggio Associati, la società che cura il blog di Beppe Grillo).

Sette articoli hanno scritto Guido Scorza (esperto di diritto delle nuove tecnologie), Emanuela Provera (consulente, già membro dell’Opus Dei) e Giovanni Fasanella (che con Rosario Priore ha scritto il libro ‘Intrigo internazionale’).

Ecco gli altri 48 autori: Ferruccio Sansa, Piero Ricca, Marco Revelli, Pino Petruzzelli, Gianluigi Nuzzi, Vittorio Malagutti, Stefania Limiti, Nicola Biondo, Giuseppe Acconcia, Luciano Scalettari, Michela Murgia, Antonino Monteleone, Giorgio Meletti, Luigi Grimaldi, Salvatore Giannella, Giorgio Fornoni, David Bidussa, Gianni Barbacetto, Elio Veltri, Beppe Scienza, Sandra Rizza, Mario Portanova, Roberto Petrini, Raffaele Oriani, Claudio Messora, Giuseppe Lo Bianco, Riccardo Iacona, Claudio Gatti, Lorenzo Fazio, Elena Valdini, Bruno Tinti, Enrico Sassoon, Rosario Priore, Loretta Napoleoni, Saverio Lodato, Beppe Grillo, Carla Castellacci, Antonio Castaldo, Davide Carlucci, Dario Bressanini, Michele Ainis.

Nell’elenco, come si vede, mancano i nomi degli altri due fondatori di Voglio scendere, Peter Gomez e Marco Travaglio. Gomez oggi è direttore del Fattoquotidiano.it, dove tiene anche un suo blog; Travaglio è vicedirettore del Fatto e anch’egli ha un blog sul sito del giornale. E anche Corrias ha ora un blog sul Fattoquotidiano.it. Una bella compagnia di grafomani (si può dire blofomani?).

E-il mensile di Emergency diretto da Gianni Mura

Dal 6 marzo è in edicola a 4 euro E-il mensile, la nuova rivista di Emergency, diretta da Gianni Mura, 65 anni, già inviato di Repubblica. L’editore è Gino Strada, fondatore di Emergency.

Nella presentazione il direttore usa tre aggettivi per definire il nuovo mensile: caldo, asciutto, intelligente. “È un giornale”, dice, “fatto per l’altra Italia che non si ritrova né sulle prime né sulle ventiduesime pagine dei giornali. L’Italia non intossicata dall’informazione di regime. Che ha nostalgia per i valori fondanti e per il tempo in cui si era felici di includere, non fieri di escludere”.

Affianca Gianni Mura il condirettore Maso Notarianni, dal 2003 direttore di PeaceReporter. In redazione Gabriele Battaglia, Christian Elia, Luca Galassi, Alessandro Grandi, Antonio Marafioti, Enrico Piovesana, Massimo Rebotti (già direttore di Radio Popolare e di Diario), Valentina Redaelli, Nicola Sessa, Stella Spinelli, coordinati dai capiredattori Angelo Miotto e Assunta Sarlo. Art director è Federico Mininni che ha lavorato per Cartier, Jaeger-LeCoultre e Iwc.

Nella foto, Gianni Mura intervista Gino Strada (il video è su YouTube).

Il nuovo Quotidiano Nazionale

Il 1° marzo Monrif Group ha mandato in edicola una nuova edizione, completamente rinnovata, del Quotidiano Nazionale, il fascicolo comune ai tre giornali del gruppo – La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno – con le news dall’Italia e dall’estero, la politica, l’economia, la finanza, l’attualità e lo sport.

Per l’occasione il direttore progetti editoriali di Monrif, Pierluigi Masini, ha inaugurato un blog, Il QN che vorrei, in cui spiega le due linee guida del progetto: capire e partecipare.

“Per capire quello che succede”, dice Masini, “serve e servirà sempre più la vecchia e ancora attualissima, carta”. Ma il giornale, aggiunge Masini, deve essere anche un mezzo per partecipare, deve dare voce ai lettori: “La voglia di dire la propria, di interagire, grazie ad Internet è una caratteristica irrinunciabile per tutti i mezzi di informazione. E noi vogliamo fare la nostra parte”.

Nella foto, L’Italia sulla luna, il blog di Sandro Bugialli, uno dei più frequentati tra i blog di Quotidiano.net.

Quelli trattati da Bugialli sono temi ‘attiracommenti’. Ecco qualche esempio: “Tesi copiata: si dimette ministro tedesco. Cosa dovrebbe fare il plurimputato Berlusconi?”; “Più bunga bunga per tutti: Lele Mora vuole candidarsi col Pdl”; “”Sono stato frainteso”. Che noia. Quand’è che il Cavaliere comincerà a parlare col traduttore simultaneo?”; “Il Cavaliere alla riconquista dei cattolici. E il bunga bunga potrebbe diventare solo una preghiera collettiva”.

Perché diffidare di Madre Teresa di Calcutta

Sul Corriere della Sera del 5 marzo Giorgio Montefoschi, recensendo il libro Un eremo non è un guscio di lumaca di Adriana Zarri, la teologa-eremita recentemente scomparsa, parla della diffidenza che la Zarri provava per Madre Teresa di Calcutta, secondo quanto testimonia Rossana Rossanda del Manifesto, amica della Zarri malgrado le idee opposte in materia di religione.

“Com’è possibile”, si chiede Montefoschi, “diffidare di una donna come Madre Teresa di Calcutta, che aveva speso la sua vita, insieme alle sue seguaci, per alleviare le sofferenze del prossimo?”. Montefoschi adombra motivi oscuri – un’invidia della carità – dietro la diffidenza della Zarri

Se avesse letto La posizione della missionaria, la irriverente biografia di Madre Teresa scritta da Christopher Hitchens nel 1995, avrebbe trovato molti chiari motivi per diffidare della missionaria beatificata da Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003.

Christopher Hitchens in un disegno di Anne Emond per TimeOut New York.

Giornalista e saggista inglese, collaboratore di Slate, del Daily Mirror, dell’Atlantic Monthly e di Vanity Fair, Hitchens racconta con dovizia di particolari molti episodi della vita di Madre Teresa, suffragati da testimonianze dirette, che dimostrano quale fosse in realtà l’ideologia e la pratica della missionaria albanese: glorificare la sofferenza come mezzo per avvicinare (gli altri) a Dio. La sua opera di carità tra i malati e i moribondi di Calcutta – scrive Hitchens – si limita a cure grottescamente elementari, rudimentali, antiscientifiche, lontane anni luce da ogni moderna concezione della scienza medica. E questo anche quando, Madre Teresa diventa famosa e il suo Ordine viene sommerso di donazioni.

Hitchens ricorda inoltre che quando Madre Teresa, anziana e malata, ha avuto bisogno di cure non si è rivolta a una delle case che lei stessa aveva messo in piedi, ma alle più esclusive e costose cliniche occidentali.

Tutti argomenti che Hitchens ha esposto durante il processo di beatificazione, chiamato dal Vaticano come ‘avvocato del diavolo’, secondo una prassi che dura da secoli. Ma evidentemente non è stato abbastanza convincente (Hitchens ha raccontato questa insolita esperienza in un articolo su Vanity Fair).

Il libro di Hitchens su Madre Teresa di Calcutta è stato pubblicato in Italia nel 2003 da un piccolo editore romano, Minimum Fax.

Sulla rivista online LaFrusta Letteraria gli editori di Minimum Fax raccontano le vicissitudini che hanno accompagnato la pubblicazione dell’edizione italiana. Ecco la storia, in sintesi:

Quando il libro stava per uscire in Italia, nel 1997, ci fu una pressante richiesta dalle librerie, tanto che fummo costretti ad aumentare la tiratura mentre il libro era ancora in stampa, da 2mila a 4mila copie.

Il 5 di settembre il libro era pronto per arrivare nelle librerie. Vi dice niente questa data? È il giorno in cui Madre Teresa morì, scatenando una corsa alla beatificazione non solo ai piani alti del Vaticano, ma in tutta Italia. Nel giro di pochi giorni uscì una quantità incredibile di libri agiogafici dedicati alle preghiere, ai miracoli, ai fioretti, alle foto, agli insegnamenti di Madre Teresa.

Nelle librerie e sui media non c’era più spazio per l’unico libro che proponeva una voce fuori dal coro. A fronte delle 180 copie spedite ai giornalisti, uscirono due sole recensioni. E delle 4mila copie stampate ne sono state vendute, in cinque anni, 573. Il libro ci è stato reso in tempi record.

Mentre tutti ci consigliavano di mandare al macero le oltre 3mila copie invendute, noi abbiamo preferito aspettare, in attesa di tempi migliori.

Paradossalmente è stato proprio nel momento in cui Madre Teresa è stata proclamata beata che quei tempi migliori sono finalmente arrivati: abbiamo mandato il libro di nuovo in libreria ed è andato esaurito in un paio di mesi.

Ci toccava insomma ristampare. Prima di farlo abbiamo voluto sentire l’autore, raccontargli la curiosa vicenda tutta italiana del suo libro. Ecco cosa ci ha risposto:

“Dear Minimum Fax, thank you for writing, and for letting me know those fascinating details. One so often reads that Italian society is becoming post-Catholic but the work of the clerical centuries is obviously not so easily undone. Thank you also for your persistence, and for keeping up the good work, yours Christopher Hitchens”.

PlayMilano: eventi in città, visioni, incontri

“Musica, cinema, teatro: eventi in città, visioni, incontri”: è il sottitolo di PlayMilano, nuovo giornale di informazione online che ha debuttato il 14 febbraio per iniziativa di tre giornalisti specializzati con la passione per la musica e lo spettacolo. I loro nomi: Marco Castrovinci, Barbara Visentin, Simona Spaventa.
Il focus, come dice il titolo, è sulla città di Milano, ma lo sguardo si allarga anche agli avvenimenti di rilevanza nazionale, proponendo notizie, commenti, presentazioni di dischi, spettacoli e film, interviste e approfondimenti sulle nuove uscite della settimana.
Il design del sito è semplice e chiaro, con un’attenta scelta delle immagini, a cominciare dallo ‘slider’ che in apertura dell’home page offre una sintesi visiva dei principali temi del giorno.
Ma soprattutto i tre autori-editori puntano sulla tempestività degli aggiornamenti e sui contenuti originali, a differenza di altri siti di eventi che si limitano a fare un copia e incolla dei comunicati stampa.

Bogart, è la stampa bellezza

Massimo Pacifico, giornalista, fortografo ed editore, presenta in un video su YouTube la sua ultima rivista: Bogart. Ispirata a quell’attore americano (Humphrey Bogart ) che in un suo film (L’ultima minaccia) disse la famosa frase “È la stampa, bellezza, e tu non puoi farci niente”, è una rivista per chi ama la stampa non solo in senso figurato ma anche fisico. Un mensile dedicato all’arte di vivere: arte che aiuta il lettore a emergere dalla palude (‘bog’ in inglese).