Daily Archives: 26/01/2011

Dai ‘faccini neri’ di Edoardo Raspelli ai giudizi di Tripadvisor

Sull’ultimo numero del suo bimestrale L’attimo fuggente, Cesare Lanza ricorda quando nel 1975, direttore del Corriere d’Informazione (la defunta edizione del pomeriggio del Corriere della Sera), affidò a Edoardo Raspelli una pagina di critica gastronomica.

Raspelli, che allora era un giovane (e magro) cronista di nera impegnato a raccontare gli Anni di piombo, si mise a dare le pagelle ai ristoranti italiani, mettendo alla berlina il peggiore della settimana in un riquadro intitolato ‘Faccino nero’.

Queste critiche senza piaggeria sono valse a Raspelli una meritata fama ma anche tante minacce, insulti, lettere anonime e una ventina di querele, tutte vinte.

Negli anni successivi Raspelli ha continuato a occuparsi di gastronomia e ospitalità sui giornali, oltre che in tivù, e quella che oggi cura sulla Stampa è l’unica rubrica critica sugli alberghi del giornalismo italiano, afferma Lanza.

Nel suo articolo Lanza non ci spiega come mai i giornali italiani siano così timidi nel recensire ristoranti e alberghi (ma anche molto altro) e non abbiano mai osato riproporre una formula di successo come quella del ‘Faccino nero’.

Su Internet, invece, la formula funziona alla grande: sono gli stessi utenti che danno le pagelle a ristoranti ed alberghi su siti di grande successo come Tripadvisor (oltre 40 milioni di recensioni pubblicate nelle sue 27 edizioni nazionali).

Sarà un caso che i giornali continuano a perdere lettori, mentre siti come Tripadvisor sono tra i più frequentati del web?

Nella foto (ripresa dal blog Il Gastronomo Riluttante), il ritratto di Edoardo Raspelli che illustrava un’intervista pubblicata da Panorama nell’ottobre 2007.

Il World Economic Forum di Davos sui social media

Vi sarebbe piaciuto andare a Davos per il World Economic Forum, iniziato oggi, ma non siete stati invitati? Potete seguire i lavori in diretta (o quasi) sui social media. Le indicazioni giuste le fornisce Mashable, il noto sito americano sulle tecnologie e i media digitali fondato da Pete Cashmore.

Il nuovo centro congressi di Davos, in Svizzera.

  • Twitter: il canale su Davos conta quasi un milione e mezzo di follower; tra i suoi 800 ‘following’ ci sono alcuni dei nomi più importanti della politica, dell’economia e della cultura digitale mondiale.
  • Facebook: il Forum ha una sua pagina su Facebook, con interviste dal vivo condotte da Randi Zuckerberg, direttore marketing di Facebook.
  • YouTube: nel canale The Davos Debates, Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Forum, presenta una serie di video sul meeting; si possono porre domande a cui i partecipanti al forum risponderanno via video.
  • Flickr: la pagina su Davos proporrà una selezione di foto sul meeting, liberamente riproducibili in base alla licenza creative commons.
  • Scribd: per chi vuole informazioni più approfondite, Scribd propone relazioni, presentazioni e altro materiale sul Forum.
  • App: i lavori del Forum di Davos si possono seguire anche sulle applicazioni per Android e Apple.