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1 giugno 2004

È vera arte. L'ha detto Jerry

"Abbiamo piena fiducia nel ruolo della magistratura. E siamo sicuri che farà un lavoro egregio. Ma ci preme ricordare che se non si fosse trattato d'arte, non sarebbero certo intervenuti nel dibattito sul caso Cattelan esponenti illustri del mondo della cultura, direttori di musei, artisti, curatori di opere, critici".
Così Massimiliano Gioni, direttore artistico della Fondazione Trussardi (che ha portato a Milano l´opera di Cattelan) commenta la richiesta del pubblico ministero Stefano Ciavardi di una perizia artistica sui tre bambini impiccati ad un albero di piazza XXIV Maggio.

La Repubblica, martedì 1° giugno 2004.

Il premio Montblanc de la Culture Arts Patronage Award 2004 è stato conferito, per l'Italia, a Beatrice Trussardi, vivace presidentessa dell'omonima fondazione di famiglia.
La mecenate milanese ha ritirato il premo durante una serata condotta da Tiberio Timperi, mentre tra gli intervenuti sono stati avvistati Jerry Scotti ed Alessandro Cecchi Paone.

Exibart, sabato 22 maggio 2004.

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29 maggio 2004

"Le fedel marechal Brahé et le duc" di Enrico Baj, 1965. Da "Omaggio a Baj", tiscali.arte.

Provocazioni istituzionali

A proposito del "gioco dell'impiccato" di Maurizio Cattelan (vedi il post del 7 maggio), un lettore - Andy - si meraviglia, nel suo commento, del patrocincio dato all'iniziativa dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini.

In realtà c'è un filo sempre più stretto che lega le provocazioni dello star system dell'arte contemporenea alle istituzioni (e al mercato).

Lo spiega bene Mario Perniola in un suo bel saggio di qualche anno fa, "L'arte e la sua ombra":

A differenza del passato si è venuto stabilendo un accordo tra l'istituzione e l'artista mediatico trasgressivo a danno del terzo termine del "gioco dell'arte contemporanea", il pubblico.
Mentre nel passato l'istituzione condivideva il punto di vista del pubblico e condannava le operazioni trasgressive dell'avanguardia, oggi invece l'istituzione ritiene più conveniente sostenere e favorire l'artista trasgressivo, perché ricava dallo scandalo un beneficio in termini di pubblicità e di risonanza mediatica che è molto maggiore di quello che potrebbe ottenere dall'adesione ai gusti tradizionali del pubblico.
In tal modo è nata un'arte d'avanguardia in presa diretta con le istituzioni che è riuscita talora a raggiungere delle quotazioni di mercato più alte di quella che si appoggia sulle gallerie private e sul collezionismo.

In questa situazione fanno un po' sorridere le reazioni di quegli intellettuali di sinistra che - come per un riflesso condizionato - subito si ergono in difesa delle provocazioni dell'artista (istituzionale), contro il pubblico (il popolo?) "becero".

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28 maggio 2004

Arnold Böcklin, Der Krieg, 1896, Dresden: Gemäldegalerie Neue Mei.

Quel lager è un paradiso

"Per tre anni Ferramonti ha trasformato in realtà l'utopia della città del sole del filosofo calabrese Tommaso Campanella. Su Ferramonti il sole splenderà nei secoli, riscalderà gli animi dei generosi e dei forti e insegnerà alle generazioni future che la bontà, la tolleranza, il sentirsi fratelli prevarrà sempre sull'odio, sulla discordia e sulla violenza".

Così scrive Il Giornale del 3 maggio scorso; l'articolo, intitolato "Quel che Violante non ricorda o vuole nascondere", è firmato da Enrico Cordasco.

Ma cos'è Ferramonti? Questo paradiso in terra, questa utopia realizzata è uno dei più grandi campi di concentramento fascisti del Sud Italia, dove sono stati internati tra il 1940 e il 1943 circa 3.900 ebrei. A differenza che a Dachau o ad Auswitch, a Ferramonti di Tarsia (in provincia di Cosenza) gli internati non venivano lasciati morire di inedia o sterminati nei forni crematori. Quello di Ferramonti resta comunque un campo di concentramento, dove sono stati segregate migliaia di persone per motivi razziali.

Dal "male assoluto" delle leggi per la difesa della razza (la definizione è di Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale) ai lager come nuova città del sole. Con questo articolo, il giornale di Berlusconi non fa solo un passo avanti sulla strada del revisionismo storico ma qualcosa di più: un triplo salto mortale dal revisionismo, al negazionismo, alla glorificazione di uno dei momenti più tragici e oscuri della nostra storia recente. Perché? Il motivo è chiaro fin dal titolo dell'articolo: la solita gretta polemica contro un avversario politico.

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27 maggio 2004

Jannis Kounellis, Sculptural Installation, 1999, Ace Gallery. Dalla presentazione dell'opera: "Cosa c'è dentro a un armadio? Cose private, i propri vestiti - un vestito che toccò la pelle. È una metafora della memoria o del sé, ora irraggiungibile, legato e sospeso? Uno stato di chiusura psicologica, un'introversione. E la finestra dietro: ogni lastra di vetro è piombata, bloccata. Forse quel solo vetro aperto tiene conto del potenziale o della possibilità di liberazione".

Il mondo selvaggio

Ogni atto barbarico cortocircuita la storia dell'umanità, ha la capacità di cancellare secoli di storia, di crescita, di umanesimo; annulla le conquiste dei diritti dell'uomo e della costruzione democratica nella storia dell´occidente; e nella storia dell'Islam esso ci fa ripiombare nell'età dell'ignoranza (jahiliyya), fa emergere quello che è denominato il mondo selvaggio (bilad al-siba), cancellando in un istante secoli di civiltà raffinata (adab). Perché la barbarie ci porta in un tempo senza storia, ci fa scivolare in una sorta di età primordiale in cui la ferocia domina il mondo.

Lo scrive Kaled Fouad Allam nell'articolo "Le foto della violenza una doppia barbarie", La Repubblica, 27 maggio 2004. Di Allam è stato tradotto in Italia "Lettera a un kamikaze" (Rizzoli).

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7 maggio 2004

Maurizio Cattelan, installazione senza nome prodotta e confezionata dalla Fondazione Nicola Trussardi, Piazza XXIV Maggio, Milano, 5 maggio - 6 giugno 2004 (in realtà è durata due giorni).

Il gioco dell'impiccato

Gli articoli dei critici di arte contemporanea sono una delle letture più spassose. Ecco, ad esempio, cosa si dice nel sito della galleria d'arte Eyestorm a proposito di Maurizio Cattelan, quello dei bambini impiccati alla quercia di Piazza XXIV maggio a Milano:

"Jokes and pranks are common in art but what makes Maurizio Cattelan special is that his are funny. Funny peculiar and funny ha-ha".

Cioè, "gli scherzi e le beffe sono comuni nell'arte, ma ciò che rende speciale Maurizio Cattelan è che i suoi scherzi sono originali e divertenti".

Qui c'è un gioco di parole difficile da tradurre. In inglese 'funny' ha due significati: è sinonimo di 'odd', 'peculiar' (insolito, strambo, originale) e di 'amusing' (divertente); da cui la classica domanda: "Funny strambo o funny ah ah?".
Secondo il critico, Cattelan è funny in entrambi i sensi.
Funny...

Funny quasi come le quotazioni delle sue opere. Nel 2001, riferisce Bbc News, un cavallo imbalsamato di Cattelan (titolo, 'La ballata di Trotzky') è stato venduto all'asta da Christie's a Londra per 619.750 sterline.

"Con i suoi riferimenti ironici ad altri artisti, specialmente ai suoi predecessori italiani, Cattelan ri-scrive (i trattini sono obbligatori nei verbi dei critici: ndr) la storia dell'arte dal punto di vista di un ciarlatano", dice la presentazione dell'opera.

Un mese prima il ciarlatano aveva venduto un'altra sua opera a New York per 619.500 sterline (150 in meno del cavallo).
Funny...

Quest'altra opera di Cattelan raffigura il Papa abbattuto da un meteorite. Il titolo è: 'The Ninth Hour', cioè la nona ora, quella che dà la morte ai nostri sensi carnali. È l'ora in cui Gesù dalla croce grida "Eloi!, Eloi!, lama sabachthani?" (Dio! Dio!, perché mi hai abbandonato?)
Funny...

Ah, dimenticavo, il cavallo di Cattelan è appeso con delle corde al soffitto. Prima di essere imbalsamato era un cavallo da corsa. Si chiamava Tiramisù.
Funny...

Imbalsamato è anche un altro capolavoro di Cattelan, lo scoiattolo Bidibidobidibo, esposto nel 1999 alla Tate Gallery di Londra. Il piccolo scoiattolo è seduto su una sediolina di formica gialla, il capo reclinato su un tavolino da cucina di formica gialla: si è suicidato.
Funny...

Dopo un giorno i tre bambini impiccati alla quercia di Piazza XXIV Maggio sono stati staccati da un uomo che non sopportava la tortura estetica di Cattelan. Mentre compiva il suo gesto l'uomo è precipitato dall'albero. La folla (i soliti bourgeois da epater) applaudiva.
Funny...

"I miei piccoli filosofi lanciavano un appello. Quell'uomo, con quel gesto, non lo ha capito", ha scritto Cattelan su Repubblica.
Funny...

Costernati gli sponsor della performance, la Fondazione Trussardi.
I borsettari del levriero decidono di ritirare l'opera.
Ma perchè non se la mettono in negozio?
I bambini appesi in Piazza della Scala: sarebbe funny.

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