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Ipse Blog

30 ottobre 2002

Reuters indovina i link

Il 29 ottobre, la società di software svedese Intentia ha citato in giudizio l'agenzia di stampa Reuters, accusandola di aver messo le mani illegalmente sui suoi dati economici qualche ora prima della loro diffusione ufficiale. Reuters sarebbe riuscita a ottenere il rapporto trimestrale di Intentia indovinando l'indirizzo della pagina web in cui doveva essere pubblicato.

Lo rivela Don't Link to Us!, originale weblog curato da David E. Sorkin, professore della John Marshall Law Schoool di Chicago, che denuncia le "stupide avvertenze legali sui link" presenti in molti siti. Scorrendo l'elenco delle società che pretendono di limitare o vietare la "libertà di link" nei loro siti, si scoprono diversi nomi noti, come Sony, Exxon Mobil, New York Stock Exchange, Symantec, Washington Post, Bloomberg, Motorola, Disney, Manpower.

27 ottobre 2002

Giornalista vs ingegnere

A proposito di deontologia blog e prassi giornalistica, istruttiva la storia raccontata da Simone Bettini nel suo simone.blogs.it. Protagonisti sono lo stesso Bettini, ingegnere elettronico, e Sergio Dall'Omo, giornalista del Gazzettino. I commenti un po' sarcastici di Bettini a proposito di una puntata estiva della rubrica "Computer, Internet, new media & dintorni", curata da Dall'Omo sul quotidiano veneto, suscitano l'inviperita risposta del giornalista, che minaccia di querelare il blogger-ingegnere per "diffamazione a mezzo web". Il che innesta una discussione, tra i frequentatori del weblog, su diritto di critica, libertà di espressione, deontologia professionale e così via. Uno dei fondamentali precetti della gossip-morale postmoderna ("Si dice il peccatore, non il peccato") ci consiglia di non soffermarci sui dettagli della vicenda. Chi fosse interessato a conoscerli li trova su simone.blogs.it.

22 ottobre 2002

Deontologia blog

Le polemiche sugli articoli di Arianna Dagnino e di Gianluca Neri (vedi qui sotto), stimolano qualche riflessione sulla morale dominante a Bloglandia. Ciò che è consentito, anzi teorizzato, dalla comunità blog - ovvero la nuova forma espressiva del copia e incolla (in inglese Cut'n'Paste, che poi è il nome di un weblog italiano) - non vale per tutti, "erga omnes". Per giornalisti, editori e altri professionisti della parola vale, ad esempio, una morale più stringente che sanziona la copia e il plagio e impone il controllo e la citazione della fonte. Questo a Bloglandia. Là fuori, nel mondo reale dei media e delle corporazioni, sarà davvero così?

Primi e secondi

Anche in Italia (checché ne dica Arianna Dagnino) i blog hanno ormai una storia (di mesi). Questi, secondo Splinder, i più "antichi" diari online italiani:
- Biccio.com: life of a net man walking
- Blogico: elucubrazioni inutili
- Blog.it: weblog e dintorni
- Blogorroico: elucubrazioni quotidiane
- Flamingpxl: these are my thoughts, if you don't agree get outta here!
- Lapizia weblogs: senza filtri, senza diplomazia, senza inibizioni
- Leonardo: la mia vita è più interessante della tua?
- ludik blog: pensieri senza meta
- Occurencia: il weblog della bellachioma
- Pecus: thoughts, pics, view-source
- Princess Proserpina: il contenitore di me stessa
- Valido Tv: new kind on the blog
- Weblogz: diario di navigazione nel business online

"Uno stimolo allo sviluppo del fenomeno weblog in Italia": così si autodefinisce Splinder. Il sito è stato sviluppato da Tipic.inc, la software house specializzata in soluzioni di instant messaging che ha realizzato la directory Bloggando.

Nulla sfugge

Sulla vicenda di Arianna Dagnino che inciampa nei blog, vedi la ricostruzione fatta da Blog.it, che pubblica anche la replica della Dagnino, che suscita nuovi interrogativi, eccetera. Nella piccola comunità di Bloglandia il controllo sociale è stretto, nulla sfugge.

Cronache weblogiche

Il blog di Sofri sul blog-quotidiano di Ferrara

Dal 15 ottobre Wittgenstein, il weblog di Luca Sofri, è ospitato nel nuovo sito web del Foglio (molto ben ridisegnato da Xmedia). Una scelta logica, visto che il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara è quanto di più simile a un blog collettivo su carta stampata si possa concepire. Da qualche tempo Sofri fa anche da "conconduttore" a Otto e Mezzo, il blogorroico talk show serale di Ferrara sulla 7.

La Pizia vs Gianluca Neri

Polemiche roventi a Bloglandia per il copia-e-incolla (senza citare la fonte) fatto da Gianluca Neri su Quarantadue, la rubrica che il fondatore di Clarence dedica ogni giorno alla "Vita, l'Universo e Tutto Quanto". Il 21 ottobre Neri scrive: "Rubo alla rete una storiella edificante, rivedendola ed elaborandola come se fosse un software open source liberamente modificabile grazie alla GPL, la General Public License". Vittima del "furto" è la Pizia che (messa sull'avviso da Palomar) se ne duole assai nel suo blog. Ovviamente la cosa suscita un vespaio a Bloglandia. Uno dei più accesi sostenitori della Pizia è Leonardo, che definisce l'autore di Quarantadue un "general public ladruncolo". Ma la storia è a lieto fine. In coda al pezzo Neri aggiunge un "nota bene" che dà alla Pizia quel che è della Pizia. E tutti tornano felici e contenti al quotidiano copia-e-incolla.

19 ottobre 2002

Ottimismo

In realtà ridurre l'informazione può solo destabilizzare. Il finto ottimismo genera pessimismo, come dimostrano le vicende dei bilanci truccati di Enron, Worldcom, Vivendi, eccetera. L'informazione può non essere fraudolenta ma, se non è accurata, aumenta l'incertezza, e l'incertezza fa temere il peggio.

Lo scrive Giuseppe Bertola su Lavoce.info. Bertola è professore di economia politica presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino. Nella foto, "Milan Kunc at the Optimism Workshop" (1979). Nato a Praga nel 1944, Milan Kunc è considerato il maestro del "realismo imbarazzante".

15 ottobre 2002

Potenza dei sondaggi

Secondo un sondaggio di Datamedia, il 44% degli italiani dichiara di poter fare a meno del web, mentre solo il 25% rinuncerebbe alla radio. Sta di fatto però che gli italiani che si collegano a Internet almeno una volta al mese sono 8 milioni (fonte Onetone Research), vale a dire il 14% circa della popolazione. Dunque, secondo Datamedia, i tre quarti dell'86% di italiani che non si collegano a Internet non rinuncerebbero mai al web. Potenza dei sondaggi...

L'indagine di Datamedia è stata pubblicata su PuntoCom del 15 ottobre 2002.

La giusta pena

Il direttore di un istituto pubblico di sondaggi in Iran è stato arrestato dopo che una rilevazione aveva mostrato che il 75 per cento della popolazione era favorevole a riprendere il dialogo con l'America. L'accusa per Behrouz Geranpayeh, che guida l'istituto pubblico, è di "diffondere menzogne".

Dal Corriere della Sera del 18 ottobre 2002

13 ottobre 2002

Grazie Mondo


Sul numero del 18 ottobre del Mondo, nella rubrica "Siti della settimana", curata da Giovanni Ferrari, Ipse.com ha avuto sei chiocciole: tre per il contentuto, due per la navigazione e una per l'aspetto (sì, l'ammettiamo, la grafica di Ipse.com è un po' troppo "minimalista"). Lo stesso punteggio di Google, il mitico motore di ricerca internazionale. Wow!

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

10 ottobre 2002

Attendendo il Riformista

In attesa di arrivare in edicola (il 23 ottobre) Il Riformista fa outing su Internet. Cosa piace al nuovo quotidiano della sinistra ragionevole? Un'informazione non noiosa, notizie originali, stare nel mondo senza provincialismi, la politica ma non le beghe, la cultura con la c minuscola, le persone curiose e inquiete, l'ottimismo (della ragione?) e così via. Piaceranno queste inclinazioni? Il Riformista lo chiede ai lettori: "Inviaci le tue critiche e le idee geniali che ancora non abbiamo avuto", dice la pagina web. Le critiche sono premature. Contribuiamo con un'ideuzza (poco) geniale: la classifica delle idee politiche online. Il metodo d'indagine è semplice: basta chiedere a Google. Ecco il responso del motore di ricerca:

1. socialista: 486.000
2. comunista: 390.000
3. radicale: 246.000
4. democratico: 182.000
5. liberale: 154.000
6. fascista: 119.000
7. rivoluzionario: 57.900
8. nazista: 52.800
9. autoritario: 47.300
10. progressista: 34.300
11. federalista: 32.900
12. repubblicano: 25.200
13. conservatore: 24.600
14. anarchico: 20.600
15. leninista: 17.900
16. riformista: 17.700
17. leghista: 15.900
18. democristiano: 13.300
19. stalinista: 9.430
20. maoista: 7.330
21. monarchico: 5.320
22. forzista: 4.570
23. dittatoriale: 4.240
24. statalista: 3.970
25. berlusconiano: 3.240

6 ottobre 2002

Buone notizie

Se i giornali di un Paese sono pieni di buone notizie, le prigioni di quel Paese saranno piene di buone persone

Lo afferma Daniel Moynihan, professore di scienze politiche e senatore democratico al Congresso americano (è stato eletto per quattro volte nello Stato di New York). La citazione è tratta dal sito della Nni, l'associazione degli editori di giornali irlandesi.

5 ottobre 2002

Libertà di parola

Gli Stati Uniti rappresentano un'eccezione, forse unica, nella protezione della libertà di parola. Per quanto riguarda ciò che dovrebbe essere permesso, il principio essenziale, io penso, è che ogni richiesta di infrangere questo diritto fondamentale dell'uomo deve essere sottoposto a un pesantissimo onere della prova. Secondo me gli Stati Uniti hanno raggiunto uno standard adeguato negli Anni 60, dopo secoli di lotta, quando la Corte Suprema ha cancellato le leggi sulla diffamazione sovversiva che consideravano un crimine assalire lo Stato con le parole e hanno affermato il principio che la parola è sempre protetta, esclusa la partecipazione diretta a un crimine in corso: se noi due stiamo rapinando un negozio, tu hai una pistola e io dico "spara", la mia libertà di parola non è protetta. Diversamente dalla Gran Bretagna e da molti altri Paesi, gli Stati Uniti sono inoltre esenti da leggi onerose sulla diffamazione a mezzo stampa che limitano severamente la libera espressione e forniscono alle istituzioni che possono sopportare pesanti costi legali armi potenti per fare tacere le voci sgradite.

Lo sostiene Noam Chomsky, nell'intervista di Toni Gabric "The Croatian Feral Tribune", pubblicata il 7 maggio 2002 da ZNet, rivista radicale online statunitense. Nella foto, un manifesto a sostegno dei prestiti di guerra americani durante il secondo conflitto mondiale che riprende il famoso dipinto di Norman Rockwell "Freedom of Speech". L'immagine è tratta da World War II Posters.

Genetisti e antigenetisti

Per curiosa coincidenza, prima di leggere il libro di Pinker, avevo appena terminato un'agghiacciante cronaca storica della caduta di Berlino nell'aprile-maggio del 45. Due macchine belliche mostruose che si sono sbranate a vicenda, con indicibili orrori da ambo i lati. Hitler e i suoi credevano ciecamente nel marchio razziale indelebile dei geni. Stalin e i suoi avevano, all'opposto, implacabilmente perseguitato la genetica e i genetisti. Con buona pace di Pinker, le due opposte credenze sulla natura umana hanno prodotto un'identica disumanità, in quei frangenti.

Lo scrive Massimo Piattelli Pagliarani sul Corriere della Sera del 5 ottobre 2002 ("Il nostro destino nel nome del gene"). Steven Pinker è stato allievo di Noam Chomsky; ora è suo collega al Massachusetts Institute of Technology, dove insegna linguistica e scienze cognitive. Ha appena pubblicato da Allan Lane Penguin il libro "The blank slate. The modern denial of human nature", ovvero "La tabula rasa: come oggi si nega l'esistenza di una natura umana".

Il dicibile e l'indicibile

Le tesi fondamentali del Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein sono riassunte in sette proposizioni principali da cui derivano tutte le altre:

1) Il mondo è tutto ciò che accade;
2) Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose;
3) L'immagine logica dei fatti è il pensiero;
4) Il pensiero è la proposizione munita di senso;
5) La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari;
6) La forma generale della funzione di verità è [ p, ?, N (?) ];
7) Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

"Questa bisognerebbe appenderla in redazione", dice Dina.
La sintesi delle tesi di Wittgenstein è tratta da Filosofia e dintorni di Ernesto Riva.

Non vi è metamorfosi

Come spiega Ingeborg Bachmann, quella di Wittgenstein è una chiara delimitazione del campo del dicibile - il mondo - e di quello dell'indicibile - il mistico in senso lato. Non c'è spazio per una metafisica, per una teoria estetica o morale: di tutto questo si deve tacere. La Bachmann scrittrice tematizza tanto l'accettazione dei limiti rigorosi che ha mutuato da Wittgenstein quanto il desiderio di superarli. In chiusura del racconto Jugend in einer österreichen Stadt l'io narrante pronuncia una frase che ricalca quasi letteralmente la proposizione 6.41 del Tractatus: "Allora sappiamo che tutto è stato com'è stato, che tutto è com'è e rinunciamo a cercare una ragione per ogni cosa. Perché qui non c'è bacchetta magica che ci sfiori, non vi è metamorfosi".

Da Sprachgitter di Bruno Ruffilli.

Ah! Madame - pardon

Un giorno tuttavia, lo sapete,
ho voluto guardare la vita;
ci chinammo verso le cose.
Ma le ho trovate allora
così serie e terribili,
così responsabili in tutto,
che non ho osato dirle;
me ne sono distolto - oh, Signora, pardon;
ho preferito dire una bugia.

Da "Envoy" di André Gide ("Le Voyage d'Urien", L'Art indépendant, 1893). Nella foto, un dipinto di Maurice Denis: "Bretonne dans une barque". La prima edizione del Voyage d'Urien, pubblicata in 300 copie a Parigi nel 1983 era illustrata da Denis.

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